
Plast N. 9 - SETTEMBRE 2008
Articolo pubblicato in PLAST
Industrial Frigo conferma l'impegno per il risparmio energetico e si prepara all'appuntamento del Plast 2009. Nell'ambito del rafforzamento dell'attività all'estero, da quest'anno è operativa una fili
Qual è stato l'andamento di Industrial Frigo nel primo semestre del 2008? Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, in un anno contrassegnato dall'aumento del costo delle materie prime, dall'apprezzamento dell'Euro e da altri fattori penalizzanti. Siamo riusciti nell'obiettivo di consolidare l'attività sul mercato italiano e di incrementare ulteriormente la presenza all'estero.Uno dei fattori determinanti per questo trend favorevole è costituito dal riscontro molto favorevole ottenuto al K 2007, che ha rappresentato un buon trampolino di lancio per migliorare il posizionamento a livello internazionale.
I risultati del primo semestre confermano quelli ottenuti nel 2007, in cui abbiamo realizzato un'evoluzione importante, nonostante i problemi monetari e le perduranti difficoltà vissute da alcuni settori di applicazione delle nostre macchine.
Mi auguro che i problemi economici ancora irrisolti non influenzino negativamente i risultati della seconda metà dell'anno, che si presenta con qualche incertezza. Qual è attualmente il valore dell'esportazione per Industrial Frigo e quali sono i mercati esteri in cui è raggiunto un posizionamento più significativo?L'esportazione rappresenta circa il 60% del fatturato. L'Europa dell'Est, e soprattutto le repubbliche dell'ex Unione Sovietica, continuano a rappresentare mercati di riferimento importanti, così come il Nord Africa. L'Europa Occidentale nel corso dell'ultimo biennio ha fornito risultati più positivi rispetto al passato.
Sono cresciuti soprattutto il mercato tedesco e quello francese, benché sia noto che una parte delle vendite effettuate alle società tedesche o francesi sono destinate ai paesi in cui hanno delocalizzato la loro attività. Quali sono stati gli sviluppi più rilevanti dell'attività nel campo della refrigerazione e della termoregolazione?Il 2008 è da considerarsi un anno di consolidamento per tutte le linee più significative della nostra gamma. Negli ultimi anni abbiamo lavorato soprattutto sui sistemi di risparmio energetico, che rappresenta certamente il problema più sentito da parte degli utilizzatori delle nostre apparecchiature.
Abbiamo messo a punto sistemi di refrigerazione di taglia media e medio-grande, in soluzione compatta o sdoppiata, ma sempre finalizzati al perseguimento di questo obiettivo.L'impegno nel campo energetico non è da considerarsi esaurito: il suo approccio adeguato, soprattutto nei Paesi dell'Europa Occidentale, assicura risparmi significativi nello sviluppo e nella gestione delle apparecchiature.Le novità più significative, che è prematuro anticipare, verranno presentate alla prossima edizione del Plast, che si terrà nel marzo del 2009.
Si può dire, a grandi linee, quali settori interesseranno? Contiamo di realizzare un ampliamento di gamma mediante l'introduzione di macchine frigorifere con caratteristiche di funzionamento innovative, che completano gli sviluppi più significativi realizzati negli ultimi anni. Presenteremo inoltre nuove soluzioni finalizzate al risparmio energetico.Il Plast, pertanto, continua a costituire una meta significativa per le vostre strategie? Sicuramente rimane un appuntamento importante per il Sud Europa e il Nord Africa, benché non paragonabile al K di Düsseldorf, e un'occasione interessante per incontrare i clienti storici dell'Industrial Frigo e, più in generale, dell'industria frigorifera italiana.
Come è noto, partecipiamo a molte fiere all'estero, anche in mercati lontani: dal Plast ci aspettiamo soprattutto un consolidamento dei rapporti con i clienti europei e dei paesi del Mediterraneo. Di quali strutture commerciali vi avvalete sui mercati esteri? Fino a quest'anno avevamo operato attraverso agenti coordinati dalla casa madre.Nell'aprile del 2008 abbiamo aperto una filiale in Polonia, l'Industrial Frigo Polska, che svolge un'attività di pre- e post-vendita presso questo importante mercato. Abbiamo già avuto modo di constatare come la vicinanza al cliente e il supporto tecnico post-vendita siano particolarmente apprezzati e rafforzino la fidelizzazione.
Contiamo, tra il 2009 e il 2010, di portare a termine il progetto per la creazione di una seconda filiale presso un altro mercato strategico. Non avete mai pensato a filiali produttive? Ci abbiamo pensato, sicuramente, ma finora abbiamo accantonato l'idea ritenendo prioritario avere sotto controllo la produzione presso la casa madre.La creazione di una filiale in Estremo Oriente non comporta investimenti insostenibili, ma finora abbiamo preferito assicurare ai nostri clienti un prodotto "made in Italy" reale. Avendo scelto di privilegiare la qualità del prodotto, non ci è mai parso opportuno produrre in Oriente per esportare in Europa.
Quale importanza acquista la produzione tailor-made nella crescita di Industrial Frigo? Un'importanza sicuramente crescente.Il settore della refrigerazione, essendo la produzione standard costituita da tecnologie molto conosciute, richiede macchine costruite appositamente per il cliente, che siano in grado di adattarsi alle applicazioni più svariate determinate da esigenze di spazio, di posizionamento, di costo, di risparmio energetico e dalla necessità di rispondere a specifiche problematiche tecniche.
Le macchine speciali, che non fanno parte dei prodotti a catalogo, rappresentano una risorsa importante dell'attuale produzione. La loro realizzazione comporta investimenti più onerosi, ma determina anche margini superiori: offrono, infatti, opportunità di vendita più interessanti, collocandosi ad un livello tecnologico non raggiungibile da parte della concorrenza meno qualificata.Il settore materie plastiche rimane il vostro riferimento principale. In quali altri comparti industriali avete diversificato l' attività? Abbiamo ottenuto una buon andamento nei settori della ceramica, della pressofusione, della galvanica ed affrontato con un certo successo anche il settore enologico.
Il nostro progetto futuro prevede di poter "attaccare" settori alternativi a quelli indicati, poiché disponiamo della tecnologia e della competenza necessaria per poter soddisfarli appieno. Quali altri investimenti sono stati sostenuti per lo sviluppo dell'attività aziendale? Nel 2004 abbiamo sviluppato le capacità produttive, avviando un progetto che, in quattro anni, ha prodotto un incremento della forza produttiva di circa il 40%; questo trend favorevole ha determinato, nell'ultimo biennio, la necessità di procedere a nuove assunzioni.
Riteniamo che il processo di crescita non sia ancora concluso: occorre identificare con attenzione e prudenza i tempi migliori per sviluppare le tappe successive dello sviluppo.





